Porti turistici
Istanza di concessione demaniale marittima nel porto di Porto Azzurro
SETTORE: Pianificazione portuale
LUOGO: Porto Azzurro (LI)
COMMITTENTE: FORTI Yachting Partners S.r.l. (Capofila)
PERIODO: 2016
IMPORTO LAVORI: € 3.000.000
ATTIVITÀ SVOLTE: Progettazione preliminare
Il Comune di Porto Azzurro, situato nella parte orientale dell’isola d’Elba, dispone attualmente di un porto rifugio di prima categoria, classificato come porto di Categoria II, Classe III secondo la Legge 84/1994. L’infrastruttura portuale è composta da un molo banchinato con funzione di frangiflutti, lungo circa 140 metri, e da due banchine principali: la banchina IV Novembre e la banchina G. Matteotti. Di fronte a queste ultime si sviluppano alcuni pontili galleggianti, con fondali variabili tra 2,5 e 6 metri. Lo specchio acqueo complessivo, pari a circa 66.000 m², è delimitato dal molo e dalla Punta del Fanaletto ed è attualmente attrezzato con pontili e corpi morti che consentono l’ormeggio di circa 218 unità, di cui solo tre di lunghezza massima pari a 60 metri fuori tutto. La maggior parte dei posti è occupata da imbarcazioni da diporto di piccolo cabotaggio, gommoni e pilotine. Tuttavia, il porto soffre di una carenza di servizi e risulta in attesa di un processo di riorganizzazione funzionale, previsto anche nell’ambito del nuovo Piano Regolatore Portuale.
La proposta progettuale si concentra sulla riqualificazione del porto esistente, limitando gli interventi infrastrutturali e le demolizioni, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli impatti ambientali e la produzione di rifiuti. Non sono previste nuove funzioni estranee all’ambito portuale, ma al contrario un potenziamento delle attività esistenti. Tra gli obiettivi principali figurano il miglioramento della protezione dagli agenti meteomarini, soprattutto dai venti di scirocco, attraverso la realizzazione di un pontile breakwater capace di attenuare il moto ondoso senza ricorrere a opere rigide; la riorganizzazione degli ormeggi tramite un piano dedicato; l’incremento della ricettività portuale fino a un massimo di 300 posti barca; la dotazione di servizi adeguati alla nuova capacità ricettiva; il miglioramento dell’impatto paesaggistico con la protezione del muro a vista del molo foraneo e la sistemazione del filo banchina.









